Chiudo il blog, ma non lascio il Web. come l'Araba Fenice rinascerò da qualche altra parte. ...Nikita
La capacità di riconoscere i propri errori e di chiedere perdono per il dolore che si ha inflitto agli altri, prevede di essere capaci di riconoscere che gli altri hanno sofferto a causa delle nostre azioni. L'empatia è la capacità di riconoscere i sentimenti di chi ci sta vicino e di conseguenza, la capacità di riconoscere cosa lo/la farà soffrire e cosa no. Cosa la renderà felice e cosa no. Quando diciamo "sei senza cuore" è di questo che si parla: della mancanza di empatia. Che non significa non soffrire per se stessi, ma significa non provare nulla per la sofferenza degli altri.
La superficialità con la quale il mio ex mi ha tradito ha provocato un effetto domino che ha travolto tante persone. La sua immaturità ha fatto si, che a pagare il tradimento fossero solo persone innocenti. Attorno a questa squallida storia di lenzuola, hanno pianto figli, compagni, parenti. Un dolore gratuito perchè poi si è stancato del nuovo giocattolo e ne ha cercato un altro... e poi un'altro. Fino a quando l'effetto domino mi ha raggiunta e travolta. La verità mi ha aperto gli occhi, ma al dolore dell'abbandono si è aggiunto quello del tradimento e delle conseguenze che questo aveva portato nelle vite di troppe persone. E' drammatica la domanda "Ma chi era che avevo al mio fianco?" che ci si pone in questi casi...
Il tradimento si appoggia sulle bugie, che ne sono la necessaria impalcatura. Senza bugie non ci potrebbe essere tradimento. Al mio compagno ho sempre creduto, con quella ingenuità che nasce alla mancanza di esperienza. Gli ho sempre creduto, così come credo nelle persone… Quando la verità è venuta a galla, quando ho capito e saputo quanto ingenua fossi stata, all’improvviso sono invecchiata di cent’anni. La mia ingenuità se ne è andata e mi sono sentita stupida e ingannata. Ingannata dalla mia ingenuità e anche dal mio amore per lui che mi rendeva impossibile pensare che ci fosse un’altra anche quando tutto era davanti ai miei occhi. Accecati. Aveva tradito la mia fiducia, la tacita promessa di fedeltà che c’è in ogni relazione. Ma che avevo fatto solo io. Un’altra donna, altre donne…Senza altro scopo che non fosse il tradimento stesso. Senza la ricerca di un’altra relazione…ma solo del desiderio di trasgressione che gli desse il brivido del proibito, dell’illecito, del vietato…e del segreto. Quel brivido che corre lungo la schiena di chi sa che sta giocando con il fuoco. Come una falena che danza sulla fiamma di una candela, sapendo che finirà con il caderci sopra e morire,ma non può farne a meno...quella luce è troppo invitante.
Quando il mio compagno mi ha tradita, io non l'ho capito, anche se i segnali erano molto evidenti. Avevo tutto sotto gli occhi, ma ero troppo innamorata per leggerli e anche troppo inesperta per capire cosa stava succedendo. Mi ha lasciata, senza dirmi mai la verità e ho passato mesi terribili a cercare di farmi una ragione del suo allontanamento. Pensado di essere io la causa della rottura della nostra relazione. Credendo di essere una donna che non è capace di tenersi un uomo. Mai avrei pensato che la vera ragione era perchè mi aveva tradito e mi stava tradendo. Tradito con altre, molte. Solo per il gusto di tradire, senza nessuna ragione che non fosse il desiderio stesso del tradimento.
Ho iniziato a cucinare per preparare il pranzo della domenica. Quello che, ai tempi di mia nonna, era il pasto più importante della settimana. Quello che nasceva dalle ricette trasmesse di generazione in generazione.Ed ho scoperto quando fosse divertente cuocere il cibo, vederlo trasformarsi nelle mie mani fino a quando il risultato finale nasceva come un piccolo miracolo creativo.
A volte la vita ci riserva delle sorprese che non avremmo mai immaginato, come ritorvare dopo 20 anni persone conosciute all'Università e delle quali si era persa anche la memoria. E a volte, questi incontri capitano proprio quando se ne ha il bisogno, proprio quando "deve succedere". Mi sono sempre chiesta se quello che ci accade, sia esso bello o doloroso, non avesse un suo senso molto più ampio di quello che potevo vedere nell'immediato. Le mie scelte hanno pesato molto nella mia vita e di alcune di esse ne porto ancora i segni, ma se mi guardo dietro, quando sono stata più in diffioltà è sempre spuntato qualcuno o qualcosa, che mi ha rimesso in gioco, che ha impedito che affondassi. Forse è l'istinto di conservazione che porta a "non mollare" a cercare nuove strade, nuvi lidi dove approdare.