lunedì 2 novembre 2009

Nono: non nuocere.

La superficialità con la quale il mio ex mi ha tradito ha provocato un effetto domino che ha travolto tante persone. La sua immaturità ha fatto si, che a pagare il tradimento fossero solo persone innocenti. Attorno a questa squallida storia di lenzuola, hanno pianto figli, compagni, parenti. Un dolore gratuito perchè poi si è stancato del nuovo giocattolo e ne ha cercato un altro... e poi un'altro. Fino a quando l'effetto domino mi ha raggiunta e travolta. La verità mi ha aperto gli occhi, ma al dolore dell'abbandono si è aggiunto quello del tradimento e delle conseguenze che questo aveva portato nelle vite di troppe persone. E' drammatica la domanda "Ma chi era che avevo al mio fianco?" che ci si pone in questi casi...

Nikita

lunedì 26 ottobre 2009

Ottavo: non mentire.

Il tradimento si appoggia sulle bugie, che ne sono la necessaria impalcatura. Senza bugie non ci potrebbe essere tradimento. Al mio compagno ho sempre creduto, con quella ingenuità che nasce alla mancanza di esperienza. Gli ho sempre creduto, così come credo nelle persone… Quando la verità è venuta a galla, quando ho capito e saputo quanto ingenua fossi stata, all’improvviso sono invecchiata di cent’anni. La mia ingenuità se ne è andata e mi sono sentita stupida e ingannata. Ingannata dalla mia ingenuità e anche dal mio amore per lui che mi rendeva impossibile pensare che ci fosse un’altra anche quando tutto era davanti ai miei occhi. Accecati. Aveva tradito la mia fiducia, la tacita promessa di fedeltà che c’è in ogni relazione. Ma che avevo fatto solo io. Un’altra donna, altre donne…Senza altro scopo che non fosse il tradimento stesso. Senza la ricerca di un’altra relazione…ma solo del desiderio di trasgressione che gli desse il brivido del proibito, dell’illecito, del vietato…e del segreto. Quel brivido che corre lungo la schiena di chi sa che sta giocando con il fuoco. Come una falena che danza sulla fiamma di una candela, sapendo che finirà con il caderci sopra e morire,ma non può farne a meno...quella luce è troppo invitante.
Le sue bugie mi hanno ferita. All’inizio mi hanno fatto dubitare di me stessa, delle mie capacità critiche, delle mie capacità di riconoscere le persone. Ma poi ho capito che quello che stava pagando il prezzo delle sue bugie era solo lui. Le bugie gli avevano regalato il brivido di un momento di trasgressione, ma quelle stesse bugie gli stavano dando una solitudine infinita. Un deserto affettivo dell’anima, che sembra non avere mai fine.
Riguardandomi indietro, sorrido delle mie ingenuità.
Ma nel rubare le caramelle ad un bambino, non c’è nulla di cui andare fieri…

Nikita

domenica 11 ottobre 2009

Settimo: non tradire.

Quando il mio compagno mi ha tradita, io non l'ho capito, anche se i segnali erano molto evidenti. Avevo tutto sotto gli occhi, ma ero troppo innamorata per leggerli e anche troppo inesperta per capire cosa stava succedendo. Mi ha lasciata, senza dirmi mai la verità e ho passato mesi terribili a cercare di farmi una ragione del suo allontanamento. Pensado di essere io la causa della rottura della nostra relazione. Credendo di essere una donna che non è capace di tenersi un uomo. Mai avrei pensato che la vera ragione era perchè mi aveva tradito e mi stava tradendo. Tradito con altre, molte. Solo per il gusto di tradire, senza nessuna ragione che non fosse il desiderio stesso del tradimento.
Ho imparato a mie spese una lezione pesante. Ho capito quanto inutile sia cercare delle spiegazioni dentro di me, perchè la risposta la potevo trovare solo dentro di lui. Dentro quel desiderio istintuale di "provare un nuovo brivido" che è inscritto nel DNA maschile e che richiede maturità per essere gestito. Ma la maturità è un bene prezioso che non tutti hanno. Anche le donne tradiscono, certo. Ma il loro tradimento è più pericoloso di quello degli uomini, perchè le donne cercano un altro uomo per avere un altra relazione, non per provare il brivido della trasgressione.
Quando ho scoperto i suoi tradimenti era passato troppo tempo perchè potessi fare qualcosa, apparteneva tutto ad un passato che sembrava non avere più alcun signficato. Ma chi nasce quadrato , non muore rotondo....

Nikita

martedì 6 ottobre 2009

Il pranzo delle domenca

Ho iniziato a cucinare per preparare il pranzo della domenica. Quello che, ai tempi di mia nonna, era il pasto più importante della settimana. Quello che nasceva dalle ricette trasmesse di generazione in generazione.Ed ho scoperto quando fosse divertente cuocere il cibo, vederlo trasformarsi nelle mie mani fino a quando il risultato finale nasceva come un piccolo miracolo creativo.
Ma più di ogni altra cosa, quello che mi piace è condividere questa piccola creazione con le persone che amo.
Le donne lo sanno che cucinare è molto di più del solo mettere nel piatto qualcosa per sfamarsi. Cucinare è prendersi cura delle persone che si amano è rinnovare, attraverso questo gesto, ogni giorno la nostra attenzione per loro...


Nikita

lunedì 28 settembre 2009

Il ciclo della vita

A volte la vita ci riserva delle sorprese che non avremmo mai immaginato, come ritorvare dopo 20 anni persone conosciute all'Università e delle quali si era persa anche la memoria. E a volte, questi incontri capitano proprio quando se ne ha il bisogno, proprio quando "deve succedere". Mi sono sempre chiesta se quello che ci accade, sia esso bello o doloroso, non avesse un suo senso molto più ampio di quello che potevo vedere nell'immediato. Le mie scelte hanno pesato molto nella mia vita e di alcune di esse ne porto ancora i segni, ma se mi guardo dietro, quando sono stata più in diffioltà è sempre spuntato qualcuno o qualcosa, che mi ha rimesso in gioco, che ha impedito che affondassi. Forse è l'istinto di conservazione che porta a "non mollare" a cercare nuove strade, nuvi lidi dove approdare.
E poi guardandomi dietro, quando il dolore diventa più sopportabile, allora mi rendo conto che quella che io vedevo come la fine...era solo un nuovo inzio.
Nikita

venerdì 16 gennaio 2009

Yes, we can! ..un messaggio di speranza, dove la speranza sembra essere latitante...

Discorso di Obama Tradotto
Salve, Chicago.


Se lì fuori c'è ancora qualcuno che dubita del fatto che l'America sia il luogo dove ogni cosa è possibile, che si chiede se il sogno dei nostri fondatori è ancora vivo, che ancora dubita del potere della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.
E' la risposta data dalle code che si sono formate attorno a scuole e chiese, code così numerose mai viste da questa nazione, code di persone che hanno aspettano 3 o 4 ore, alcune per la prima volta nella loro vita, perchè hanno creduto che questa volta doveva essere differente, che le loro voci avrebbero potuto fare la differenza.
E' la risposta data da giovani e anziani, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, disabili e non. Americani, che hanno lanciato un messaggio al mondo: non siamo mai stati una mera collezione di individui o una collezione di stati rossi e blu.
Siamo, e saremo sempre, gli Stati Uniti d'America.
[...ringrazia McCain, si congratula con lui e si augura di poter instaurare un buon rapporto lavorativo...]
E non sarei qui stasera senza il fermo supporto della mia migliore amica degli ultimi 16 anni, la roccia della nostra famiglia, l'amore della mia vita, la first lady Michelle Obama.
Sasha e Malia vi amo entrambe più di quanto possiate immaginare. E vi siete guadagnate il nuovo cagnolino che verrà con noi alla Casa Bianca.
E anche se non è più tra noi, so che mia nonna ci sta guardando, insieme alla famiglia che mi ha reso ciò che sono. Mi mancano questa sera. So che il mio debito con loro è smisurato.
A mia sorella Maya, mia sorella Alma e tutti gli altri miei fratelli i mie sorelle, grazie per il supporto che mi avete dato. Ve ne sono grato.
[ringrazia il manager della campagna e altri colleghi]
Ma soprattutto, non dimenticherò mai a chi in realtà appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi.
Non sono mai stato il candidato appropriato per questo ruolo. NOn siamo partiti con molto denaro o approvazione. La nostra campagna non è passata nelle sale di Washington. E' iniziata nei cortili di Des MOlines, nei salotti del Concord e tra i portici di Charleston. E' stata portata avanti dalla classe operaia (working men and women) che davano ciò che potevano dei loro piccoli risparmi: 5 dollari, 10 dollari, per la causa.
E' cresciuta tra i giovani che hanno rifiutato il mito dell'apatia della loro generazione, che hanno lasciato le loro case e le loro famiglie per lavori che offrivano uno stipendio basso e poche ore di sonno.
E' cresciuta tra i non così giovani (not so young people) che coraggiosamente hanno bussato alle porte di perfetti estranei, e dai milioni di americani che si sono offerti volontari per dimostrare che 200 anni dopo un governo fatto di persone, per le persone non è scomparso dalla faccia della terra.
Questa è la vostra vittoria.
E so che non lo avete fatto solo per vincere un'elezione. E so che non lo avete fatto per me.
Lo avete fatto perchè capite la gravità del lavoro che c'è da fare. Anche se stasera celebriamo, sappiamo che le sfide che ci porterà il domani saranno le più importanti dei nostri tempi, due guerre, un pianeta in pericolo, la peggior crisi finanziaria degli ultimi anni.
Anche se stiamo qua stasera, sappiamo che ci sono Americani coraggiosi che si svegliano nel deserto dell'Iraq e nelle montagne dell'Afghanistan e rischiano le loro vite per noi.
Ci sono genitori che restano svegli dopo che i figli sono andati a letto, e si chiedono con che soldi potranno pagare la loro educazione.
C'è una nuova energia da emanare, nuovi lavori da creare, nuove scuole da costruire, e placare minacce, ristabilire alleanze.
La strada di fronte a noi sarà lunga. Possiamo non arrivarci in un solo anno ma, America, non sono mai stato così fiducioso come lo sono ora.
Vi prometto, noi, noi persone, ci arriveremo.
Ci saranno false partenze, molti non saranno d'accordo con ogni decisione che prenderò da presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere tutti i problemi.
Ma sarò sempre onesto con voi nei riguardi delle sfide che affronteremo. Vi ascolterò, soprattutto quando non saremo d'accordo. E soprattutto, chiedo a voi di unirvi nel ricostruire questa nazione, mattone dopo mattone.
Quello che è iniziato 21 mesi fa non può finire questa notte.
La vittoria da sola non è il cambiamento che cerchiamo. E' solo la possibilità per poter mettere in atto quel cambiamento.
Non può avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, di sacrificio.
[...]
E per quegli americani il cui supporto non mi sono guadagnato, non avrò avuto il vostro voto stasera, ma ho sentito le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto, e sarò anche il vostro presidente.
E per coloro che vogliono distruggere il mondo: vi sconfiggeremo. E coloro che cercano pace e sicurezza: vi supporteremo. E per tutti coloro che si sono chiesti se l'America ha ancora la sua luce, che brilla come stasera, vi abbiamo provato che la vera forza della nostra nazione non è nelle nostre braccia o nell'abbondanza delle nostre risorse, ma nel potere duraturo dei nostri ideali: democrazia, libertà, possibilità e speranza.
Questo è il vero mito americano: che l'America possa cambiare.
Queste elezioni hanno dentro di sè molte storie che verranno raccontate. Ma voglio parlarvi di una donna di Atlanta, come tanti altri che hanno voluto far sentire la loro voce in queste elezioni, ma con una piccola differenza: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
E' nata una generazione dopo la schiavitù. al tempo in cui non c'erano macchine sulle strade o aerei nel cielo, quando qualcuno come lei non poteva votare per due ragioni: perchè era una donna e per il colore della propria pelle.
E stasera penso a tutto ciò che ha visto in America e tutto ciò che ha attrversato [...]
In un tempo in cui le voci delle donne venivano zittite e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto per vedere le donne alzarsi e gridare le loro speranze, e prendere in mano la scheda elettorale. Yes we can.
Quando le bombe hanno distrutto i nostri porti e la tirannia minacciava il mondo, lei era lì per vedere una generazione giungere alla grandezza e la salvezza della democrazia. Yes we can.
Lei era lì per gli autobus a Montgomery, i getti d'acqua degli idranti della polizia a Birmingham, per un ponte a Selma, e per un predicatore d Atlanta che disse alle persone che "noi trionferemo". Yes we can.

Un uomo è andato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un intero mondo è stato reso vicino dalla nostra scienza e dall'immaginazione.
E quest'anno, in queste elezioni, ha messo il suo dito su uno schermo e ha registrato il suo voto, perchè dopo 106 anni in America, tra tempi bui e tempi migliori, lei sa come l'America può cambiare.
Yes we can.
[...]
Questa è la nostra possibilità per rispondere a quella chiamata. Questo è il nostro momento.
Questo è il nostro tempo, di rimettere la gente al lavoro, di aprire le porte a possibilità per i nostri figli, di far tornare prosperità e portare avanti la causa della pace; di ribadire il sogno americano e ribadire la verità che anche se tanti, noi siamo una cosa unica; che se respiriamo, speriamo.
E dove ci scontriamo con cinismo e dubbi e coloro che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi rispondiamo loro con quella fede senza fine che crea lo spirito di una nazione: yes we can.
Grazie a voi, che dio vi benedica, e che benedica anche gli Stati Uniti d'America.

mercoledì 14 gennaio 2009

Buon compleanno sig.presidente

Andreotti: "Sulla mia lapide? Scriveteci 'Fatevi i fatti vostri'" (intervisto con il TG5).
Il senatore se la cava anche questa volta con un "non so niente e anche se sapessi non lo direi certo a voi".
Un uomo che ha attraversato 7 legislature e come i gatti ha sette vite, riuscendo a passare indenne attraverso processi e amicizie poco chiare.


Nikita